Rovers Malaj – Eliel David – Francesco Onda
Painter
Rovers Malaj
Nato in Albania nel 1995 e cresciuto nelle Dolomiti, Rovers Malaj è un pittore. Ha conseguito la laurea triennale (2020) e magistrale (2024) in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, sotto la guida dello stimato professor Carlo Di Raco. Dopo la laurea Rovers ha trascorso il suo tempo viaggiando a livello internazionale, partecipando a numerose residenze, mostre e concorsi. Il 2025 lo ha visto presentare la sua prima mostra personale Velluto Rosa alla Galleria Nami di Napoli, partecipare alla mostra collettiva Contropunctal Spaces alla Peter Gaugy Gallery di Bruxelles e trascorrere due mesi lavorando in Giappone come parte della Tane Artist Residency a Nagahama, culminata in due mostre collettive. Attualmente vive e lavora a Venezia. Rovers Malaj assembla scene in cui passato e futuri speculativi collassano in un unico piano. I suoi dipinti sono popolati da figure frammentate e dispositivi intriganti che oscillano tra nostalgia e fantascienza, resi in impalpabili pennellate di colore. I suoi mondi appaiono familiari ma distanti, come ricordi di un passato mai del tutto esistito. Attinge a immagini storiche, distorsioni digitali e archivi mentali personali, costruendo composizioni giocose e oniriche che sembrano al tempo stesso note e aliene. Le assenze e i vuoti nelle sue opere lasciano spazio all’osservatore per immergersi nelle narrazioni possibili.
Eliel David Martínez
Nato nel 1998 a Oaxaca, Messico, vive, lavora e svolge attività di ricerca tra il Messico e l’Italia. Ha completato i suoi studi universitari a Venezia, conseguendo il diploma di laurea magistrale presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia (2023) e la laurea triennale presso la stessa istituzione (2021). In precedenza, ha studiato presso la Scuola di Belle Arti di Oaxaca (2015–2017), iniziando fin da giovane a partecipare a mostre e fiere d’arte. Attualmente studia cinema presso l’Università di Torino.
Collabora con diverse gallerie, tra cui Wizard Gallery a Milano, Gallerie Riunite a Napoli e Galleria Quetzalli a Oaxaca, Messico. Questa collaborazione gli consente di mantenere una pratica artistica attiva e diversificata, esplorando differenti contesti culturali e artistici tra i due paesi. Tra le esperienze recenti si segnalano la partecipazione alla pubblicazione 222 artisti su cui investire 2026, a cura di Cesare Biasini Selvaggi (Exibart, Italia, 2025/26), la residenza CUSTODIA a Bologna e la mostra collettiva WHAT WE TAKE presso Pipeline Gallery a Londra, curata da Art in Latin America e CM Art Advisory.
Attualmente, la sua ricerca si orienta verso l’interazione con la società e l’arte relazionale, utilizzando gli elementi acquisiti nel corso degli anni, come la pittura o la scultura, come mezzi per creare installazioni interattive. In questi lavori, il processo e la relazione tra il pubblico, l’opera, i partecipanti e il processo stesso assumono un ruolo fondamentale.
Francesco Onda
Nato a Venezia nel 1993. Ha una laurea triennale in Grafica D’arte 2018/19. Attualmente frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia indirizzo Pittura, con il professore Carlo di Raco e Martino Scavezzon. È stato segnalato a vari concorsi come artista meritevole e da seguire dal Combat Art Prize e il Premio Mestre, ed è stato scelto dal Prisma Art Prize per la collettiva in data 2026/27 nella Galleria Contemporary Cluster a Roma. Ha partecipato al workshop Extra Ordinaria Antares. Vive e lavora a Venezia. Francesco Onda è attratto da immagini e composizioni che indagano scene quotidiane e frammenti di vita umana, abbracciandone difetti e imperfezioni. I suoi dipinti iniziano spesso con immagini cinematografiche: riporta in vita i personaggi, assegnando loro un nuovo ruolo e una nuova atmosfera. Questo accade attraverso i colori – a volte istintivo e veloce, altre volte più preciso e meditativo. All’interno di tonalità scure e grigie, le figure non sono mai del tutto definite: lo spettatore è invitato a cercarle, a interpretare ciò che scivola via. Qui tre bambini di età indeterminata sono sopraffatti dalla noia – quella che si prova durante un’estate lenta, quando il tempo passa senza urgenza e aspetti senza sapere perché. Il lavoro si aggrappa a quell’ordinario momento sospeso.




